Il mondo della gastronomia italiana piange la scomparsa di Adriano Grosoli, il «re» dell’aceto balsamico tradizionale.

Adriano Grosoli
Data
Luogo
Modena, Italia

«Il nostro Adriano ci ha lasciati», ha scritto la figlia Mariangela alla fine della scorsa settimana su Instagram (immagine via l’account Instagram di Aceto Balsamico del Duca dal 1891). «È stato un grande padre e un nonno affettuoso. Il suo esempio di amore per la famiglia, passione per il lavoro e ammirazione e rispetto per i suoi collaboratori resterà sempre con noi».

Adriano Grosoli, scomparso all’età di 93 anni, non è stato solo un uomo profondamente amato dalla sua famiglia. È stato anche uno dei pionieri dell’aceto balsamico tradizionale di Modena. Ed è anche grazie a lui se gli appassionati di gastronomia negli Stati Uniti hanno iniziato a prestare attenzione a questo pilastro della cucina italiana.

Grosoli ha iniziato a gestire l’acetaia di famiglia, Aceto Balsamico del Duca dal 1891, negli anni Quaranta. Ma è stato solo negli anni Sessanta che lui e una manciata di altri produttori oggi divenuti iconici decisero di ripensare il commercio dell’aceto balsamico, portando i loro prodotti negli Stati Uniti e in molti altri mercati influenti. Prima di allora, gli aceti balsamici erano conosciuti e consumati quasi esclusivamente in Emilia, dove vengono prodotti. Oggi, anche grazie in larga parte a Grosoli e all’azienda della sua famiglia, questi aceti si trovano in tutto il mondo e vengono serviti nei migliori ristoranti.

Nel suo necrologio, il quotidiano nazionale La Repubblica lo ha definito «il padre e l’erede» dell’aceto balsamico tradizionale, un «pioniere» il cui aceto «è stato il primo a essere assaggiato negli Stati Uniti».

Il popolare quotidiano regionale emiliano Il Resto del Carlino lo ha invece chiamato il «re dell’aceto balsamico».