‘Vino etico: un percorso alternativo.’ Degustazione e seminario a cura di Steven McDonald MS, Dale Robertson e Jeremy Parzen

Vino Etico: un percorso alternativo

Degustazione e seminario
con il sommelier Steven McDonald MS e il wine writer Dale Robertson
moderato dal wine writer Jeremy Parzen
con i vini di
Tenuta dei Mori (Umbria)
e
Santoiolo (Umbria)

Lunedì 14 marzo
ore 10:30

Per la degustazione e il seminario inaugurale della fiera trade Taste of Italy Houston 2022, l’educatore del vino italiano Jeremy Parzen ha moderato una discussione sul tema “Vino Etico: un percorso alternativo.”

Con lui sono intervenuti Steven McDonald MS, wine director del Pappas Bros. Steakhouse di Houston e uno dei migliori degustatori della città, e il wine writer Dale Robertson, autore di Sporty Wine Guy ed ex columnist del Houston Chronicle.

Steven ha guidato i partecipanti attraverso una degustazione tecnica dei vini, utilizzando la metodologia sviluppata per l’esame di degustazione alla cieca della Court of Master Sommeliers.

Gli organizzatori hanno anche sperato che Steven condividesse uno dei suoi rap a tema vino!

Con il crescente interesse verso i vini da agricoltura biologica, i consumatori si sono dimostrati sempre più entusiasti di acquistare e bere vini certificati biologici.

Tuttavia, molti appassionati non hanno realizzato che l’agricoltura biologica, a seconda di dove e come veniva gestita, poteva persino risultare dannosa per l’ambiente e per le comunità che vivevano nei pressi delle tenute in cui venivano coltivate uve “biologiche”. Un altro aspetto poco noto era che, anche quando le uve erano coltivate in modo biologico, il processo di vinificazione poteva comunque includere additivi sintetici che pochi avrebbero definito “biologici”. Infine, i costi dell’agricoltura biologica potevano essere così gravosi che molte cantine non riuscivano a sostenere le spese della coltivazione stessa, per non parlare del processo di certificazione.

A quel punto, molti produttori e viticoltori in Italia e in Europa hanno iniziato a cercare approcci alternativi e “sostenibili” alla coltivazione delle uve e alla produzione del vino. In quest’ottica, gli organizzatori di Taste of Italy hanno invitato due importanti cantine umbre a presentare vini coltivati in modo “etico”, che riflettessero un approccio complessivo alla sostenibilità bilanciato dalla qualità. Sebbene entrambe adottassero pratiche biologiche e biodinamiche, nessuna delle due risultava certificata e nessuna seguiva rigidamente i principi più restrittivi della viticoltura biologica e biodinamica. Il risultato è stato un insieme di vini di alta qualità che ha contribuito a sostenere la salute e il benessere delle comunità in cui venivano prodotti.